Luce e oscurità, non solo nello Spazio

Per il secondo appuntamento del mese è stato selezionato, da Giulia e Simone, un libro di fantascienza umoristica, Guida galattica per gli autostoppisti. Il libro è ambientato prevalentemente nello spazio e nell’Universo, pertanto le tematiche affrontate sono molto futuristiche.

La tematica del libro che ho scelto di approfondire e che mi ha permesso di collegarlo ad un'opera del patrimonio ecclesiastico vercellese è sicuramente quella della luce e dell’oscurità. Il libro infatti è ambientato nello spazio, un luogo dominato da grande oscurità che lo rende maggiormente misterioso all’occhio umano. Il contrasto tra luce ed oscuro si evidenzia in almeno due episodi del libro, anche se l’Universo è lo sfondo della storia: il primo è quando, dopo l’avvertimento da parte di una flotta di navi vogon che lavora per l’Ente Galattico Viabilità Interspazio, viene deciso di distruggere il pianeta Terra. La distruzione avviene tramite un fascio di luce così accecante che in pochi secondi disintegra ogni forma di vita esistente, ad esclusione del protagonista Arthur Dent e del suo amico, alieno, Ford Prefect. Il secondo episodio invece avviene durante il viaggio nello spazio a bordo della nave Cuore D’Oro, dove i protagonisti si dirigono alla ricerca del pianeta leggendario di Magrathea; il passaggio interstellare per raggiungere il pianeta è carico di luce che li avvolge completamente ed inoltre lo sbarco sul mondo ritrovato si preannuncia carico di mistero, in quanto è avvolto da una coltre oscura di polvere nera.
 
La tematica della luce e delle ombre, anche se non allo stesso modo, si può ritrovare anche nella religione cristiana; infatti molte volte è rappresentato lo Spirito Santo come un fascio di luce accecante che avvolge i Santi o la Madonna. Questo binomio indissolubile di luce e ombre si può ritrovare in un dipinto conservato nella chiesa di Sant’Agnese in San Francesco a Vercelli, situata in Piazza San Francesco. Il dipinto in questione è L’annunciazione di G.B. Morazzone, datato intorno al 1620, che si trova in sacrestia e rappresenta l’Angelo che discende dal cielo, illuminato dallo Spirito Santo, simboleggiato dalla colomba. La presenza dello Spirito Santo illumina la Terra, diradando le nubi oscure che la avvolgono; infatti l’Angelo portatore di luce annuncia la buona novella a Maria. La Vergine accoglie la notizia con umile dolcezza chinando il capo rischiarato dalla luce di Dio in atto di obbedienza e venerazione. Il contrasto di luce è un elemento fondamentale nell’opera degli artisti del Seicento che vogliono far emergere la complessità dei movimenti delle figure tramite l’uso del colore.

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