Lo scandire del tempo

L’appuntamento del mese di Aprile si tinge di mistero con l’Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie, romanzo giallo selezionato dai colleghi delle Biblioteche, Giulia e Simone. Le tematiche affrontate sono sempre più complesse pertanto la sfida sta diventando più avvincente.

 
Come il protagonista Hercule Poirot ho deciso di osservare ed analizzare prima tutti gli indizi che avevo a disposizione, nel mio caso parlo di tutto il vasto patrimonio artistico e architettonico ecclesiastico presente nella città di Vercelli, per trovare l’elemento che potesse collegare al meglio il romanzo. Pertanto ho preso in considerazione un oggetto del libro, considerato da subito da monsieur Poirot uno degli indizi per risolvere l’omicidio, l’orologio da taschino ritrovato addosso al cadavere: "Dal taschino della giacca estrasse un orologio d’oro. La cassa era ammaccata e le lancette segnavano l’una e un quarto. <Vede?> gridò Constantine <Segna l’ora del delitto! Si accorda con i miei calcoli…>. <E’ possibile, si. E’ senza dubbio possibile>.” Monsieur Poirot infatti trova questo primo indizio che sarà fondamentale per la prosecuzione dell’indagine. Il romanzo però, costantemente già dalla prima pagina, fa capire l’importanza che il protagonista dà allo scorrere del tempo; infatti più di una volta controlla non solo il suo orologio personale, ma anche quelli della banchina delle varie stazioni oppure all’interno delle carrozze dell’Orient Express, poiché essendo un uomo molto impegnato non può permettersi di perdere tempo. Inoltre per risolvere l’indagine ha un tempo limitato, dovuto alla bufera di neve che li ha momentaneamente fermati, nel nulla.
 
L’orologio, ma soprattutto lo scandire costante del tempo, sono i temi che ho approfondito, attraverso una struttura funzionale e fondamentale per una chiesa: il campanile. I campanili sono strutture molto complesse e che si sviluppano verso l’alto, dalle altezze considerevoli; il campanile della cattedrale di Sant’Eusebio a Vercelli si trova in piazza D’Angennes, posto lateralmente alla struttura della chiesa. Il campanile del Duomo vanta origini romaniche anche se venne completamente ricostruito nel 1617. La torre ha un’altezza di 50 metri ed all’interno è costituita da una solida struttura in legno che porta alla cella campanaria. L’orologio, posto solo sul lato del campanile che si affaccia su piazza D’Angennes, riporta una numerazione romana e le campane risuonano le ore, così da facilitare la cittadinanza ad orientarsi durante l’arco della giornata, soprattutto in vista delle celebrazioni religiose che si svolgono in cattedrale. Le campane contenute nella cella campanaria sono cinque e tutte di epoche diverse; anche se il concerto delle campane non è perfettamente intonato il loro rintocco ci riporta alla realtà, controllati dal signor Tempo, come monsieur Poirot. 

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