L'incanto della Bellezza

Si può parlare della bellezza?


Quando si parla di qualcosa, si tende ad oggettivarla, a concettualizzarla mettendola in un contesto di ragionamenti, mentre la bellezza è qualcosa di immediato che sfugge a qualsiasi ragionamento.
Prendiamo ad esempio il pensiero di San Tommaso: egli sostiene che bello sia ciò che quando lo si vede, piace.
L'idea di Kant riguardo al bello è che esso sia senza concetto e senza scopo.

Per affrontare questo argomento complesso è utile non dimenticare che la bellezza ha un elemento corporeo fondamentale: il fatto che colpisca i sensi. Ma questi sensi nella filosofia, dice Galimberti, non hanno avuto grande successo perché essi ci ingannano, non sono e non possono essere una base per costruire la verità, in un certo senso la filosofia è nata come soppressione della sensibilità, soppressione dei corpi perché non sono affidabili, le loro informazioni non sono utili per costruire un discorso scientifico, cioè valido per tutti e non costruito solo da opinioni individuali.
Thomas Mann offre una brillante definizione di ciò che per lui sia "il bello": qualcosa che ci trafigge, cioè  qualcosa sul quale io non ho potere ma al contrario è esso ad agire su di me, provocandomi stupore, incantamento. Da qui si può fare riferimento alla sindrome di Stendhal cioè quella cosa che accade quando difronte alla bellezza si ha una sorta di paralisi, di situazione di panico, di perdita del controllo, perché la bellezza ci ha appunto trafitto, incantato.
Galimberti continua sostenendo che il nostro pensiero odierno è solo in grado di “fare di conto”, cioè che noi non pensiamo più a cosa è bello, cosa è vero, cosa è giusto, cosa è santo ma capiamo solo cosa è utile, dunque abbiamo perso il pensiero che ci permette di ricercare la bellezza sostituito da un altro pensiero che è in grado solamente di percepire dove ci sia un possibile “guadagno” economico.
Un'opera è "d'arte" quando il mio sguardo non la esaurisce, ma l'opera stessa ci rimanda ad ulteriori significati e l'incantamento consiste nel fatto che di fronte a quell'opera io continui a cercare proprio quei significati rispetto a ciò che il sensibile mi offre, da qui si comprende la differenza tra gli oggetti e le opere d'arte:
gli oggetti si esauriscono nel mio sguardo che ne cattura il significato, mentre per le opere d'arte la mia vista non ne riesce a catturare la totalità di significato, c'è un rinvio verso l'ineffabile cioè verso l'indicibile, l'invisibile. Infatti, il poeta, è colui che quando vede non si ferma al visibile, ma ha una vista superiore, ciò che i Greci chiamano "EPOPTEIA" che significa guardare al di là del visibile, solo con questo sguardo “epoptico” si può capire che cosa realmente sia un'opera d'arte. Prendiamo ad esempio l'Odissea, l'Iliade, dicono che Omero fosse cieco, perché se scrivi cose così grandi non puoi esserti fermato a quello che vedi tutti i giorni, ma devi per forza essere andato oltre, da qui incomincia la dimensione dell'arte, della bellezza.

Quando noi guardiamo un'opera d'arte ci comportiamo come quando guardiamo la perla di una conchiglia, ma, ogni volta che guardiamo questa perla, ammirandola, ci dimentichiamo che la perla è la malattia della conchiglia e senza la malattia non sarebbe mai nata, così come senza la schizofrenia e l'immersione nella follia di tanti poeti, di tanti scultori, di tanti artisti, non sarebbe mai nata un'opera d'arte.
Da qui la conclusione del nostro filosofo Galimberti su quanto il “gioco” della bellezza sia pesante, crudele se vogliamo. "Il bello" dunque non è "tranquillo", è  "inquieto", trafigge, paralizza e porta alla dimensione del sublime. Non siamo dunque noi i padroni del gioco ma, al contrario, è la bellezza che “gioca” con noi... ( sempre se siamo in grado di scovarla!) .


Liberamente tratto da una lezione del Professore di filosofia Umberto Galimberti.

VERCELLI GIOVANI

VERCELLI GIOVANI

P.zza Municipio, 3 Vercelli
tel. 0161 596 608
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
INFORMAGIOVANI

INFORMAGIOVANI

P.zza Municipio, 3 Vercelli
tel. 0161 596 800
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

ORARI
Lunedì 9.30-12.30
Mercoledì 14-17
Venerdì 9.30-12.30
SERVIZIOCIVILEVERCELLI

SERVIZIOCIVILEVERCELLI

P.zza Municipio, 3 Vercelli
Tel. 0161 596 608
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.