Telegram, l'alternativa "invisibile" a Whatsapp

È sempre un po' una sfida per i miei genitori riuscire a rintracciarmi.
Soprattutto se, paradossalmente, sono a casa o in generale al pc, per un motivo (gaming) o per un altro (studio).
Però quante volte ci capita di non aver proprio alcuna voglia di rispondere all'ennesima catena, alla foto del buongiorno o alle surreali gif glitterate di cani o gatti che bevono una tazza di caffè della zia sessantenne di turno?


"Ma sei sempre connesso e parli sempre con i tuoi amici, però a me non rispondi mai".
Beh, una pratica soluzione su come diventare un ectoplasma virtuale per la tua famiglia è offerta da una applicazione sconosciuta alla maggior parte degli over 50 italiani: Telegram.

Telegram è un'app di messaggistica istantanea creata nel 2013 dai fratelli Durov, che sono peraltro anche i fondatori del social network russo VK, pressoché egemonico nella terra dello Zar.
Il confronto col ben più noto cugino Whatsapp, quantomeno in termini di numeri, resta impietoso. L'app di Zuckerberg può contare su di un miliardo e mezzo di utenti attivi contro i duecento milioni di Telegram e ad oggi non sembra esserci una possibilità di un cambio di rotta. 
Nel nostro Paese la differenza è nei termini di un rapporto di 2 a 1 per WA: WhatsApp può infatti contare oltre 31 milioni di utenti in Italia, mentre Telegram si ferma intorno ai 13 milioni di contatti. Tra questi ultimi, a quanto pare, non ci sono i miei genitori.

Ma allora, direte voi, se Telegram è poco utilizzata, perchè dovrei scaricarla e preferirla ad altre applicazioni di messaggistica istantanea?
Perchè la app russa, per quanto più piccola e meno pervasiva, è due passi avanti rispetto al cugino di Mark Zuckerberg in molti ambiti.

Basta un nick!

Se per registrarsi a WhatsApp basta inserire il numero telefonico per iniziare ad usare il servizio, Telegram è ancora più completo.
Non richiede nulla a parte il numero di telefono proprio come per WhatsApp, ma inoltre permette di aggiungere uno username al vostro contatto.
Così facendo potrete aggiungere nuovi contatti anche senza aver conoscere il numero di telefono o, d'altra parte, potrete farvi aggiungere senza lasciare in giro il più sensibile dei vostri dati: basterà solamente condividere il nickname.

 

Privacy, oh mia privacy.

Telegram punta tantissimo sulla sicurezza. Leggendo nelle FAQ, «Telegram è un servizio di messaggistica basato sul cloud con sincronizzazione istantanea». Si tratta di «un’infrastruttura distribuita», con i dati «ripartiti su più Data Center attorno al globo, controllati da differenti entità legali a loro volta distribuite sotto diverse giurisdizioni. Le relative chiavi di decriptazione sono divise in parti e non sono mai tenute insieme ai dati che proteggono. Per forzarci a consegnare qualsiasi dato sono necessari parecchi ordini dai tribunali di diverse giurisdizioni». Come conseguenza, «nessun governo o insieme di governi con la stessa mentalità può ostacolare la privacy e la libertà di espressione delle persone. Ad oggi, abbiamo divulgato 0 byte di dati a terzi, inclusi i governi».
Ma non pensiate sia una mera dichiarazione d'intenti: su Telegram è infatti possibile avviare delle chat segrete, con messaggi che si autodistruggono. L’app in ogni caso è criptata ed è quindi molto complicato “sbirciare”: i suoi fondatori dichiarano spesso che Telegram è “hack-proof”, a prova di hacker. E ne sono così convinti da aver indetto un contest con un premio di 300.000 dollari per chi fosse riuscito a bucare la loro app.


Versatilità

Quante volte ci siamo trovati col cellulare scarico e quindi, di conseguenza, impossibilitati a rimanere in contatto col mondo attorno a noi?
Con Telegram possiamo facilmente evitare questa eventualità, dato che, a differenza di Whatsapp, è disponibile una versione per PC che è totalmente scollegata dal cellulare, potendoci accedere anche qualora il nostro telefonino fosse spento o non riuscisse a connettersi alla linea Internet.


Condivisione

Indubbiamente una delle funzioni più utili di questa app è l'immensità dei file che si possono inviare, non limitandoci a poche decine di mega come con WhatsApp.
Telegram ci permette infatti di inviare qualsiasi file entro 1,5 GB e senza la compressione forzata che ci impone l'app di Zuckerberg.
Questo ci dà la possibilità di mandare qualsiasi foto senza perdere un briciolo di qualità, ma perchè limitarci alle foto?
Con un limite tale potrete facilmente scambiare coi vostri contatti anche file zip e interi film!


Più canali che in tv

Negli ultimi anni l'app azzurra si è ritagliata anche una nicchia nel mondo dell'informazione.
L'immediatezza di un'app di messaggistica, infatti, è stata sfruttata appieno con la creazione di Canali di ogni tipo, per iscriversi ai quali basta solamente un click.
Ve ne sono davvero miliardi e troverete un mare di canali dedicati ad ogni tipo di offerta promozionale, ma in questo mare magnum vi sono anche canali utilissimi  per restare aggiornati sulle ultime notizie quali @notizieansa o @ULTIMORA.
E, in piena emergenza COVID, è sbarcato su Telegram anche il canale ufficiale del Ministero della Salute, occupato a diffondere notizie vere e verificate sulla situazione sanitaria nazionale.


Giochi, bot e gruppi più grandi.

Come dimenticare poi la parte fondamentale di questa app: i bot!
Ce ne sono di ogni tipo, alcuni attivabili con un semplice tag in-chat come @pic, @youtube o @gamee, il bot che, coi suoi minigiochi integrati, farà fallire molte amicizie.
Sono poi presenti anche qui, come su Whatsapp, i gruppi, ma sono divisi in due diverse categorie: i gruppi standard, con un limite massimo di 200 utenti, che sono identici a quelli presenti sull'app di Zuckerberg, oppure i super-gruppi, con un massimo di 1000 utenti e rintracciabili da chiunque, cercandone il nome, con la funzione di ricerca integrata nella app.


Insomma, cosa state aspettando a convincere i vostri amici a scaricare questa app e a diventare irraggiungibili dai vostri parenti petulanti?

VERCELLI GIOVANI

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