DAL MAC UNO SM@CK

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Il volontario e la sua descrizione
sono da sempre un gran problemone. 
Ecco perché si trova a rimar,『zac!
colei che ha preso servizio al Mac. 
Katia vi parlerà così di sé,
anche se a scrivere 
non è un granché.    
Nacqui sagittarina 
in una gelida mattina,
non in casa o in ospedale
ma sotto l’albero di Natale.
Arrivai con tanti doni,
dolci, fiocchi e panettoni.
 
Con il tempo son cresciuta
-arrivai a toccar la luna!-
Scoprì anch’altre stelle, 
lucertole, mele e piacquarelle:
quelle cose tanto belle
che vi fanno appassionar 
della vita e dell’amar.
Le abbiamo tutti quanti,
tanto i sani quanto i matti. 
 
Queste cose
-le passion-
son la mia predilezion. 
Alcune iniziano per “A”
ma altro proprio non si sa!
«Ché, ti va di scherzar?»
Massì, mettiamoci a giocherellar
che la vita è breve assai
Chi vuol esser lieto sia…”[1]
 
Ma il resto già si sa,
perciò mi fermo qua! 
 
 
 


[1]Lorenzo de’ Medici, “Canti Carnascialeschi”